AMATRICE

Amatrice, 24 Agosto 2016, ore 3.36. La terra si muove, trema, distrugge, uccide. Lì, sempre lì, dove negli ultimi anni sembra aver preso di mira i suoi abitanti per non si sa quale punizione.

Il centro Italia, la catena appenninica, è una delle zone a più rischio sismico nel mondo ma questo non scoraggia coloro che sono nati in quei luoghi, dove si trovano le loro case o per coloro che, come me e Pierluigi, sono originari di quei paesi tanto belli quanto lontani dalla realtà metropolitana. Tornare è come respirare l’aria dei propri nonni e antenati che non ci sono più.

Raccontare Amatrice sarà una grande occasione per ricordare una parte della nostra storia italiana, con l’augurio di vedere in pochi anni riaprire le porte di questi magnifici borghi.

PassionIta.com vuole rendere omaggio e raccontare il paese maggiormente colpito dal sisma, sperando vivamente che tutta l’area non diventi un fantasma di case distrutte e abbandonate ma, al contrario, torni a vivere con le sue tradizioni e bellezze nel più breve tempo possibile.

POSIZIONE GEOGRAFICA

Amatrice si trova nel Lazio nella provincia di Rieti, ma la sua area confina con tre regioni (Umbria, Marche e Abruzzo). E’ attraversata dal fiume Tronto e si erge su un altopiano a 900/1000 metri sopra il livello del mare ed ospita il lago artificiale di Scandarello, ottenuto dallo sbarramento del Rio Scandarello.

Fa parte del Parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Lega e lì si possono ammirare alcune delle più grandi cime dell’Appennino, come Monte Gorzano (2458 m), Cima Lepri, Pizzo Moscio e Pizzo di Sevo (tutte sopra i 2400 metri di quota). Il territorio si presenta verdeggiante e ricco di acqua.

Il parco ospita un affascinante vista tra due flore a contatto tra loro: quella europea-siberiana e quella mediterranea, con sullo sfondo il Gran Sasso, unico ghiacciaio dell’Europa meridionale. La fauna è composta dagli animali più rappresentativi dell’Appennino: il lupo, il camoscio d’Abruzzo, l’orso, l’aquila reale.

STORIA

Il nome Amatrice rievoca il significato di madre (matri) e madre del Tronto (ma-tru), in quanto le sorgenti del fiume si trovano proprio lì.

La zona doveva essere abitata già in epoca preistorica e preromana, grazie alla vicinanza con la Salaria, dove si sono trovati resti di insediamenti. In era romana invece, risalgono resti di edifici e tombe, probabilmente derivanti da insediamenti di villaggi o case fuori porta di famiglie patrizie.

Intorno alla metà del 1200 entra a far parte del Regno delle Due Sicilie sotto Re Manfredi di Sicilia, ma la popolazione non era favorevole a questa annessione e molti furono i conflitti per liberarsi dall’oppressione, purtroppo quasi tutti falliti.

Passò negli anni in mano agli Orsini e successivamente ai Medici di Firenze.

Importanti, nel periodo risorgimentale, alcuni personaggi come Piersilvestro Leopardi, Don Giuseppe Minozzi e Don Nicola Rosei.

torre campanaria
torre campanaria
lago di Scardarello
lago di Scardarello

 

 

 

 

 

 

AMATRICE COSA VEDERE

Amatrice, insieme alle sue 69 frazioni (dette “ville”), è famosa per le oltre 100 chiese presenti nel territorio. La pianta attuale della città è duecentesca e in passato il centro storico era circondato da un sistema di fortificazioni, per alcuni tratti ancora visibili e si accedeva da sei porte di cui alcune ancora esistenti: Porta Carbonara, Porta Castello, Porta San Francesco e Porta Ferrata. Altro luogo di interesse è La Chiesa di Sant’Agostino, contemporanea a quella della Basilica di San Francesco, costruita in pietra arenaria e presenta un portale in travertino. Sull’architrave si trova incisa la data 1428 ed uno dei più antichi stemmi della città.  Unita alla Chiesa è possibile ammirare la Torre Campanaria, che anticamente era inglobata nelle mura cittadine ed era una delle torri difensive, Porta Carbonara, la Torre Civica, situata al centro del corso principale e di fronte al Palazzo Comunale, alta 25 metri, a pianta rettangolare. Adiacente alla Basilica si trova il monumentale convento dei francescani, la cui costruzione è iniziata nel XII secolo, in seguito alla diffusione dell’ordine minore di S. Francesco di Assisi. Accanto alla chiesa, oggi troviamo la sede del Polo Agroalimentare del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Nella piazza, invece, è possibile vedere il portale dell’ex chiesa di San Fortunato e la Chiesa di Santa Maria di Porta Ferrata, costruita nel 1466. Sul corso principale si trova la Chiesa di Santa Maria del Suffragio o Purgatorio, importante esempio di arte barocca. Continuando si può ammirare l’ex Chiesa di San Giuseppe oggi Centro Culturale e sede della Biblioteca e del Consiglio Comunale. Proseguendo per il borgo in via Cola è possibile visitare la chiesa di Sant’Emidio già della Madonna delle Laudi, risalente al XIV secolo. La Chiesa ospita il Museo Civico “Cola Filotesio” che raccoglie importanti opere di arte sacra provenienti dalle oltre 100 chiese del Comune. All’interno è possibile ammirare la Sacra Famiglia che di fatto rappresenta l’unica opera dell’artista Cola Filotesio. Proseguendo verso la parte nord della cittadina possiamo incontrare il Convento e la Chiesa del Santissimo Crocifisso che furono eretti sui ruderi di un antico castello che si elevava su un’altura in vista del Tronto e del Castellano. Per le vie di Amatrice oltre alle numerose chiese, torri e fontane, è possibile ammirare palazzi di importanti famiglie nobiliari che vi hanno dimorato: Palazzo Vitelli, Palazzo Orsini, Palazzo Paolini e Palazzo De Berardinis. Altro luogo da visitare è il Santuario di Santa Maria Assunta, realizzato secondo i canoni dell’architettura razionalista, costruito su disegno dell’Architetto A. Foschini e decorato dalle sculture di A. Monteleone e F. Nagri. Notevoli, infine, sono alcune chiese situate fuori da Amatrice, come il Santuario della Madonna dell’Ascensione (Frazione Filetta), il Santuario dell’Icona Passatora (Frazione Ferrazza), il Santuario della Madonna delle Grazie (Frazione Varoni), la Chiesa di Sant’Antonio Abate (Frazione Cornillo Nuovo), la Chiesa della Madonna delle Grazie (Frazione Prato) e la Chiesa di San Martino (Fraz. San Martino).

Parco in Miniatura

Il Parco in Miniatura di Amatrice è un percorso turistico-ambientale realizzato dal Comune, nel 2010, nell’ambito del progetto “Le Porte del Parco” ed ha come finalità quella di offrire ai turisti, che giungono in questa cittadina in provincia di Rieti, una rappresentazione evocativa del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, attraverso un sistema integrato di elementi identificativi.

All’interno del percorso è possibile conoscere, con l’aiuto di pannelli informativi, le caratteristiche ambientali e geomorfologiche del territorio, ammirare una serie di riproduzioni delle specie animali presenti all’interno della riserva naturale e tre elementi storico-architettonici identificativi della città di Amatrice, ovvero il Complesso Monumentale di San Francesco di Amatrice, la Rocca di Calascio e la Chiesa di Santa Maria dell’Assunta di Assergi, riprodotti in scala e posti all’interno di un “Giardino della conoscenza”, che aiutano il visitatore a gustare la bellezza degli ambienti del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Cosi facendo il Comune di Amatrice ha reso visibile l’appartenenza all’area protetta realizzando nel proprio cuore urbano una simbolica e significativa “Porta del Parco”.

Chiesa di Sant'Agostino
Chiesa di Sant’Agostino
Porta Carbonara
Porta Carbonara
Parco in Miniatura
Parco in Miniatura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AMATRICE PRODOTTI E PIATTI TIPICI

I prodotti tipici di Amatrice sono il guanciale e il pecorino che danno lustro a una tradizione culinaria ed enogastronomica di fama nazionale. Il Pecorino di Amatrice ha origini antichissime e rappresenta il tipico prodotto della tradizione pastorale del territorio Amatriciano e dell’Appennino Centrale. L’uso del latte proveniente dai pascoli montani della Laga, dona al pecorino un sapore intenso e mai salato, che lo rende ideale per valorizzare la “salsa all’amatriciana”. Il Guanciale Amatriciano è un prodotto tipico dell’area dell’antico Abruzzo Aquilano, oggi suddiviso tra Lazio e Abruzzo. Grazie alla facilità di conservazione e l’elevato apporto di energia, è stato parte fondamentale dell’alimentazione dei pastori e il suo utilizzo ha dato origine insieme al pecorino di amatrice. Il Guanciale Amatriciano è ottenuto dalla guancia di maiale. Sia il Pecorino di Amatrice che il Guanciale Amatriciano sono inseriti nell’elenco dei prodotti agro-alimentari tradizionali della Regione Lazio (G.U. n.141 del 20.06.2014) e sono tutelati dal Comune di Amatrice con il marchio DE.CO. (Denominazione Comunale). Altro prodotto tipico è la mortadella di Amatrice, detta anche “Marotta”: un salame di carne suina con lardello centrale posizionato intorno a due stecche di nocciolo che tengono il salame ben schiacciato. Senza dubbio Amatrice è conosciuta anche per il Prosciutto Amatriciano I.G.P., unico lavorato in carne suina della Regione Lazio a vantare il riconoscimento I.G.P. La reputazione del prosciutto amatriciano risale alla fine del 1800. Da non dimenticare anche altre importanti produzioni locali di assoluta eccellenza, come il Miele di Amatrice, la Patata Turchesa, la Ricotta Amatriciana, le Mele, le Fragole e i Frutti di Bosco, il Farro, i legumi e altri formaggi e salumi di qualità.

Il piatto per eccellenza e famoso in tutto il mondo è senza dubbio sua maestà l’Amatriciana. Nasce in realtà “bianca”, dalla sapienza dei pastori dei monti della Laga, abili ad unire, durante i periodi di transumanza, il proprio formaggio (il pecorino) e la sostanziosa guancia del maiale (il guanciale), ad una pasta di acqua e farina arrotolata ad un filo di ferro. Con l’arrivo del pomodoro in cucina, diventa “rossa”, mentre l’avvento dei pastifici industriali farà prendere agli spaghetti il sopravvento su qualunque altro tipo di pasta. La ricetta tradizionale, tutelata dal Comune di Amatrice con il marchio DE.CO., prevede l’uso dei seguenti ingredienti; “guanciale amatriciano, pecorino di Amatrice, olio extra-vergine di oliva, pomodori pelati o San Marzano, peperoncino, pepe, vino bianco e sale”. Gli Gnocchi Ricci di Amatrice, sono di sicuro il piatto più tipico della tradizione Amatriciana, da sempre considerato la pietanza della domenica delle famiglie nobili di Amatrice. La sua ricetta è stata tramandata inalterata da varie generazioni e prevede il semplice uso di farina, uova, acqua e sale.

Con questo articolo speriamo vi siate appassionati ad Amatrice, terra ricca di tradizione e arte. In futuro, quando sarà ricostruita, come tutti ci auguriamo e auspichiamo, vi consigliamo di visitarla.

Fonti Web:

http://www.borghipiubelliditalia.it/component/borgi/?view=village&id=157&Itemid=218

https://it.wikipedia.org/wiki/Amatrice

http://www.comune.amatrice.rieti.it/

http://www.amatriceturismo.it/la-citta-in-virtual-tour/territorio/lago-scandarello/

Amatrice prodotti e piatti tipici Guanciale Amatriciano
Amatrice prodotti e piatti tipici Guanciale Amatriciano
Amatrice prodotti e piatti tipici Pecorino di Amatrice
Amatrice prodotti e piatti tipici Pecorino di Amatrice