PIGLIO

Piglio panorama

PIGLIO:  CULLA DEL CESANESE.

“Non abbiate paura, aprite le porte a Cristo”.

Sono le parole di Giovanni Paolo II riportate sulla scultura a lui dedicata che si trova sulla camminata o meglio dire sentiero che unisce il paese di Piglio al paese di Filettino.

Voglio iniziare da qui per raccontare un posto meraviglioso, incastonato tra gli appennini laziali dove il buon vino e l’olio di qualità sono perle conosciute in tutta Italia.

Il Beato Pontefice conobbe questi posti grazie a un membro della gendarmeria vaticana nativo di Piglio e qui amava venire e raccogliersi in preghiera.

“Piglio si trova su di uno sperone del Monte Scalambra proteso a guisa di fuso nella sua forma allungata, verso la piana anagnina e limitato sui fianchi da due profondi canaloni che, isolandolo, lo rendono inespugnabile, disteso sulla cresta dello sperone, dominato dall’antico Castello, nel suo più alto vertice alla congiunzione alla falda superiore del monte, ed a dominio della strada, che risale dall’Altipiano di Arcinazzo” (dal libro Piglio di Massimo Felli).

Il paese, 620 m s.l.m., si trova in posizione panoramica su una propaggine del monte Scalambra (1.420 m.), con il monte Pila Rocca (1.108 m) a meridione, sulla catena montuosa dei monti Ernici, tra le valli dei fiumi Sacco e Aniene.

Il territorio comunale prevalentemente montuoso e collinare, raggiungendo i 1.120 del Colle del Mattone, i 1.154 m del monte Retafani, e i 1.109 del monte Pila Rocca.

Dal monte Retafani scende il torrente del fosso Tagliano, che poi scorre ai piedi del paese.

 

STORIA 

È un paese le cui origini risalgono ancora prima del II secolo a.C. Conserva un aspetto medioevale, con i resti del grande Castello Colonna, un tempo punto strategico-militare a difesa dei punti di accesso alle Valli del Sacco e dell’Aniene, ove avvenne lo scontro fra i legionari di Roma e le truppe di Annibale.

Il territorio era abitato da popolazioni erniche e potrebbe forse essere identificato con il Capitulum Hernicum o Hernicorum di cui parla Strabone, collocandolo tra Olibanum (Olevano) e Anagnia (Anagni). Piglio appare per la priva volta in una Bolla di Urbano II del 1088 con il nome di Castrum Pilleum, ma molte vestigia di epoca romana si trovano sul suo territorio: infatti la zona fu in seguito conquistata dai Romani e fu sede di diverse ville rustiche di cui si conservano resti (“villa di Mecenate” nella località “Le Fattora”, “villa di Sant’Eligio”, nella località “Fontana di Grano”).

Secondo una leggenda il nome deriverebbe dal pileum, l’elmo romano che sarebbe caduto per un forte vento al condottiero Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore mentre passava nel territorio.

Altri, invece, sostengono che il suo nome derivi da “pila”, pilastro, riferito al Castello per il punto strategico in cui sorgeva a difesa della Valle.

Nell’XI secolo dipendeva dal vescovo di Anagni e dalla fine del XII secolo fu in possesso prima dei De Pileo (o “Buccaporco”), probabilmente imparentati con i Caetani, e poi dei De Antiochia. Nel 1347 fu preso da Cola di Rienzo, popolano figlio di un taverniere romano, che combatté anche contro i feudi dei Caetani, degli Orsini e dei Colonna, dei quali intendeva stroncare il potere e ristabilire l’ordine in Italia. Nel 1501, Alessandro VI assegnò il feudo di Piglio al congiunto Giovanni Borgia e passò quindi alla fine del XIV secolo in possesso dei Colonna, che lo mantennero fino al 1816. Saccheggiato nel 1526 dalle truppe di papa Clemente VII, e dalla metà del XVI, da dopo Alessandro VI tutto il Lazio Meridionale, compreso il territorio di Piglio, entrò a far parte dello Stato Pontificio nella Provincia di Campagna e Marittima, il cui ordinamento amministrativo si conservò immutato all’incirca fino al periodo napoleonico. Nel 1656 la popolazione venne decimata da una pestilenza, che secondo la leggenda fu arrestata dalla miracolosa immagine della “Madonna delle Rose”.

Nel 1799 il paese subì distruzioni ad opera delle truppe francesi. Ritornato allo Stato Pontificio fece parte del “distretto di Tivoli”. Nel 1849 vi passò Giuseppe Garibaldi, (e a testimonianza di ciò è stata affissa una targa in marmo all’inizio di Viale Umberto I), diretto alla difesa della Repubblica Romana. Dopo la presa di Roma nel 1870 da parte delle truppe italiane, avvenne la riunione del Lazio alla Repubblica Italiana e la proclamazione di Roma Capitale; le quattro delegazioni (Velletri, Viterbo, Velletri e Frosinone) passarono sotto la giurisdizione della Provincia di Roma. Con l’unità d’Italia, Piglio si trovò a far parte del Mandamento di Paliano, Circondario di Frosinone, Provincia di Roma, Collegio Politico di Anagni; tale assetto amministrativo rimase in vigore fino al 1927, quando la Provincia Laziale fu suddivisa nelle Province di: Roma, Viterbo, Rieti e Frosinone. Il Municipio venne eretto nel 1926 e nel 1927 Piglio passò dalla Provincia di Roma a quella di Frosinone. Agli inizi del XX secolo fu attraversato dalla ferrovia a scattamento ridotto che metteva in comunicazione Roma e Frosinone. Nel 1926 venne eretto il Municipio e nel 1927 entrò a far parte della provincia di Frosinone. Durante il periodo della dittatura fascista, Piglio seguì le sorti di tutti gli altri paesi e città del Lazio. Durante la seconda guerra mondiale e la liberazione dall’occupazione tedesca, fu bombardato dagli Alleati nel 1944, con la distruzione di circa il 30% degli edifici.

 

POSTI DA VISITARE

Architetture religiose

Chiesa collegiata di Santa Maria Maggiore

Piglio. Santa Maria Maggiore
Piglio. Santa Maria Maggiore

La chiesa collegiata di Santa Maria Maggiore o dell’Assunta, risalente alla fine del XIII secolo: è a pianta basilicale, di stile romanico, con tre navate; ha nella facciata un rosone centrale, ed è fiancheggiata da due snelli campanili gemelli, uno un tempo con l’orologio, l’altro con la torre campanaria. Le navate dell’edificio sono divise da colonne in muratura sormontate da fregi di ordine ionico-corinzio.

Santuario della “Madonna delle Rose”

Piglio. Santuario Madonna delle rose
Piglio. Santuario Madonna delle rose

II Santuario della «Madre Santissima» è situato nella parte meridionale di Piglio e vi si venera con molta devozione la Madonna delle Rose: due sono le feste in onore della Vergine Maria: una il giorno seguente a quello della Pentecoste e l’altra il 30 ottobre a ricordo della liberazione della peste del 1656 che decimò la popolazione pigliese.

Chiesa di San Rocco

Piglio. San Rocco
Piglio. San Rocco

La Chiesa è situata nella periferia sud di Piglio, in fondo alla Valle, nelle vicinanze della stazione ferroviaria, da anni in disuso, della vecchia linea Roma-Fiuggi. È una costruzione di origine antica e fu sepolcreto delle vittime dell’epidemia della peste che nel 1656 decimò la popolazione pigliese.

Convento di San Lorenzo e San Giovanni

Piglio. Convento San Giovanni
Piglio. Convento San Giovanni

Il convento e la chiesa di San Giovanni sono situati nella campagna di Piglio, a lato del nuovo cimitero, e sono retti dai Frati Minori. Sono dedicati a Giovanni, santo, predicatore e profeta, figlio di Zaccaria, che predicò un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.

 

Architetture militari

Castello Colonna

Piglio. Castello Colonna
Piglio. Castello Colonna

II Castello di Piglio sorse intorno all’anno 1000. Attorno ad esso nacque e si ampliò il Borgo Medioevale. La posizione del castello e del borgo con la scelta del luogo, la rete stradale esterna ed urbana costituiscono un interessante esempio di architettura e urbanistica militare. Il Castello e’ costituito da due parti differenti edificate in epoche diverse; una parte più alta (Castello superiore) e una parte più bassa (Castello inferiore). Il Castello superiore con la rocca era il centro fortificato, erano ubicati una loggia, una cisterna ed una piazza d’armi nonché il Palazzo Baronale. La parte più alta del Castello è posta su una spianata alla sommità di una collina dove sorge il Borgo ed è costituita da un torrione a sperone verso la montagna e da una cortina di torri lungo il lato nord. Da esso, mediante una scala si scende verso l’Arringo, la costruzione è senz’altro anteriore all’anno 1000 in quanto è citata in una Bolla di Papa Urbano II del 1088 come appartenente alla diocesi di Anagni. La parte inferiore del Castello ha attualmente due piani, piano terreno e ammezzato, con la sistemazione esterna ottocentesca, ed è la parte meglio conservata posta al lato nord dell’abitato, dove inizia la via Maggiore, a protezione del più importante accesso di Piglio. L’ingresso al paese è costituito da un grande fornice, l’arco della Fontana, che si apre nella parte inferiore del Castello, con una bellissima trifora tardoromanica sulla destra. Il Borgo non aveva mura di cinta ma le case stesse costruite sui margini della collina, in forte pendio, avevano senz’altro anche funzioni difensive. Il Castello inferiore è ricordato nei documenti a partire dall’anno 1365 epoca in cui erano signori di Piglio i “De Antiochia”. Comunque la parte più antica del Castello inferiore deve essere stata edificata prima del 1328-29 anno in cui nelle decime di riscossione veniva nominata una “Ecclesia S. Petri de Castello Vetulo de Pileo”, chiesa che si trovava all’interno del Castello, ma di cui non restano tracce. Attualmente la parte alta del Castello superiore è sede dell’antiquarium e vi sono depositati reperti archeologici rinvenuti nel corso di scavi effettuati nel territorio del Comune di Piglio, tra i quali il più degno di nota risulta essere una statua di donna con veste tipicamente romana, priva della testa e delle braccia, risalente al l-ll secolo a.C.

Architetture civili

Centro storico

Piglio centro storico
Piglio centro storico

Della rocca superiore restano un torrione quadrato e un muro di cinta difeso da torri verso nord, mentre dagli edifici sul lato sud, a due piani si scende nella piazza dell’”Arringo”. Attualmente vi è ospitato l’Antiquarium, comunale.

Da esso si scendeva mediante una scala all’”Arringo”. La parte bassa, risalente probabilmente agli inizi dell XIV secolo si sviluppa attualmente in una costruzione a due piani, con sistemazione esterna dovuta ad un rimaneggiamento ottocentesco e protegge la porta principale di accesso. L’”arco della Fontana che si apre nella parte inferiore del vecchio castello verso il paese è fiancheggiata da una trifora tardo-romanica.

Il paese (“Borgo”) si sviluppa sulla parte restante del rilievo: le case stesse costruite sui margini verso il dirupo ne costituiscono la struttura difensiva. La pianta assume la tipica forma “a fuso”, con la via principale (via Maggiore” e “via dell’Arringo”) che ne forma l’asse tra la “porta del Pei” di ingresso al paese e il castello.

Siti archeologici

Villa romana risalente al II-I secolo a.C., in località Fontana di Grano

 

PIATTI E PRODOTTI TIPICI

I prodotti e piatti tipici gastronomici son quelli comuni a molti paesi vicini a Piglio: si passa dai legumi per arrivare ai salumi e formaggi (visto che allevamento e agricoltura sono le principali forme di lavoro dell’intera zona).

Ma il grande prodotto che contraddistingue Piglio è il Cesanese. A partire dal 1300 è il vino dei Papi di Anagni. Narra la legenda che era prodotto dai benedettini di Subiaco e nel 1479 una fanciulla di Piglio ne rubò un ramo nel convento e da li si diffuse. Ci sono due varietà: quello di Affile e quello dei Castelli Romani (quest’ultimo il più comune e commerciale). Un vino dolce che gusta il palato con i suoi almeno 14° e dal ’73 ha ottenuto la denominazione di origine controllata

Piglio. Cesanese di affile
Piglio. Cesanese di affile

 

SAGRE ED EVENTI

Ogni secondo sabato da Giugno a Settembre si svolge “Borgo di Vino” con degustazione dei prodotti tipici gastronomici della zona accompagnati dal vino Cesanese.

Il 3 Agosto “Notte Rossa” per la degustazione del Rosso Cesanese.

10 di Agosto “Calici di Stelle”, e il primo fine settimana di Ottobre Sagra dell’Uva, la festa più importante conosciuta in tutta la Regione che fa arrivare a Piglio oltre 20.000 visitatori.

Infine il 1 novembre degustazione del vino novello e dell’olio extra vergine di oliva con “Novelli e Vergini”.

per maggiori informazioni:

www.comune.piglio.fr.it

www.cesanesedelpiglio.it

www.passionita.com

Cesanese del Piglio – La valle del vino di Roma

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