SUBIACO

SUBIACO, STORIA E CULTURA IMMERSE NELLA VALLE DELL’ANIENE

Adagiato su una parete rocciosa nell’alta Valle dell’Aniene, in provincia di Roma, si trova un comune di poco più di 9000 abitanti, ricco di una storia e cultura millenaria.                                                                                                                                                                                             Subiaco è uno dei centri del Lazio più visitati grazie al richiamo religioso dei suoi monasteri,alla bellezza dei suoi monumenti e l’incantevole paesaggio naturale circostante. Immerso all’interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini ed attraversato dal fiume Aniene, affluente del Tevere, Subiaco è considerato, in diverse recensioni e siti web, uno dei borghi più belli d’Italia. In effetti, affascinate è la veduta dalla valle di questo bellissimo luogo.

Geograficamente, si trova a circa 70 chilometri da Roma e confina con i comuni di Affile, Agosta, Arcinazzo Romano, Camerata Nuova, Canterano, Cervara di Roma, Jenne, Rocca Santo Stefano e Vallepietra.

STORIA DI SUBIACO

Grazie alla sua strategica posizione geografica ed abbondanza di acqua disponibile, Subiaco è stato da sempre un luogo ricco di insediamenti umani.  Certamente il territorio fu occupato dagli Equi, antica popolazione italica sconfitta ed annessa a Roma nel 304 a.C. Diversi sono i reperti che testimoniano la presenza di queste popolazioni in epoca pre-romana (mura poligonali, frammenti di ceramica e altri reperti archeologici). Dopo essersi impossessati delle terre dell’Alta Valle dell’Aniene, ingenti furono le opere idriche apportate (tra cui quattro acquedotti: l’Anio vetus, l’Acqua marcia, la Claudia e l’Anio Novus).
L’imperatore romano Claudio Nerone (54-68 d.C.), affascinato dalla bellezza naturale di questi luoghi, fece erigere qui un’incantevole villa (detta Sublaqueum, cioè sotto i laghi), la quale era posata sulle rive di tre laghetti artificiali, ricavati sbarrando le acque del fiume con tre poderose dighe. Diversi sono stati i reperti archeologici ritrovati nelle vicinanze. Oltretutto, sono ancora oggi visibili le rovine lungo la strada che conduce ai Monasteri.
Utilizzando proprio i resti della villa di Nerone, nel V sec. d.C., dopo aver vissuto in una grotta sul Monte Taleo, dove oggi sorge il “Sacro Speco”, San Benedetto da Norcia fece costruire il primo dei dodici monasteri della zona, tutti in seguito distrutti dai saraceni, fatta eccezione per quello di Santa Scolastica, al fine di ospitare i diversi seguaci che, costantemente, arrivavano da Roma.

In seguito (XII secolo a.C.), per iniziativa degli abati fu costruito il santuario-monastero del Sacro Speco, eretto sopra l’originaria memoria del Santo.
Col passar del tempo Santa Scolastica divenne un importantissimo monastero, a tal punto da essere considerato una vera potenza feudale, poiché i suoi possedimenti si estendevano per  ampia parte della regione Lazio.
Con la Bolla del 2 agosto 937, papa Leone VII cedette il castello di Subiaco, e le sue relative terre, ai monasteri: da allora l’Abate e i suoi monaci esercitarono sulle popolazioni sia il potere spirituale che quello temporale.
Nell’XI secolo, l’Abate Giovanni V fece erigere la Rocca Abbaziale, la quale divenne un castello feudale che controllava la Valle e l’abitato di Subiaco. Anche questa struttura ebbe una notevole influenza per circa due secoli. Due terremoti e la “peste nera”, nel 1348, ne ridimensionarono notevolmente l’importanza.
Altro evento rilevante lo si ha nel 1358, quando l’Abate Ademaro fece edificare il magnifico ponte di San Francesco che porta all’omonima chiesa edificata pochi anni prima, nel 1327.
Dopo diversi anni di alcuni governi piuttosto severi da parte di alcuni abati, papa Callisto III (1456) decise di affidare l’Abbazia al cardinale Giovanni Torquemada, al quale gli succedette, nel 1467, Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI. Consistenti furono i lavori di fortificazione della Rocca, dove sarebbero poi nati Cesare e Lucrezia.

Il 1465 segna una data importantissima per la storia italiana: a Subiaco, nel Monastero di Santa Scolastica, due allievi di Gutenberg collocarono nel monastero la prima tipografia italiana e riuscirono a stampare il primo libro in Italia, tramite il metodo litografico.

Nel 1492, Rodrigo Borgia, già nominato papa Alessandro VI, trasmise la Commenda al cardinale Giovanni Colonna, al quale seguirono, fino al 1608, altri membri della potente famiglia. In quell’anno, alla morte di Ascanio Colonna, la Commenda passò ai Borghese, ma dopo appena venticinque anni, Papa Urbano VIII la consegnò ai suoi familiari, i Barberini, che governarono fino al 1738. Nel 1753, papa Benedetto XIV privò gli abati commendatari della giurisdizione temporale, lasciando però quella ecclesiastica e spirituale. Le proprietà vennero incamerate tra ricchezze della Chiesa.
Alla fine del XVIII secolo, venne eletto Papa Pio VI, il quale si adoperò moltissimo allo sviluppo della città di Subiaco: ampliò la cartiera del paese, istituì la Biblioteca pubblica, restaurò la Rocca dei Borgia, fece costruire la Chiesa di S. Andrea e rese carrabile l’antica via Sublacense. Nel 1789, la popolazione gli dedicò l’“Arco Trionfale”, in segno di riconoscenza. Purtroppo, proprio nel 1789, ci fu l’invasione da parte delle truppe francesi, le quali deportarono il papa e depredarono tutti gli edifici religiosi.
Il paese, dopo il 1870, venne annesso al nuovo Regno d’ Italia. Ci fu la disgregazione del patrimonio della Chiesa e la chiusura di alcuni conventi, tranne i Monasteri di San Benedetto e di Santa Scolastica, dichiarati monumenti nazionali. Di Subiaco era anche uno dei Mille, l’esercito capitanato da Giuseppe Garibaldi: Luigi Pistoia, al quale è intitolata una piazzetta (Piazzetta Luigi Pistoia).   Dal XX secolo in poi, Subiaco si arricchì di nuove strutture che garantirono uno sviluppo della città: fu costruito un tratto di ferrovia che la collegava a Roma, fu installata una nuova centrale idroelettrica che sfruttava le acque dell’Aniene, fu eretto un ospedale civile e venne costruito un nuovo acquedotto. Nel 1915 Benedetto XV soppresse la Commenda e, da allora, l’Abbatia Nullius è rimasta agli Abati di Santa Scolastica.

Agli eventi della seconda guerra mondiale corrisposero, oltre le numerosissime vittime mietute, alla distruzione quasi completa del paese. Dopo diversi anni di restaurazione ed opere civili, Subiaco è ritornata ad essere un importante polo di attrazione turistica.

COSA VEDERE A SUBIACO: LUOGHI DI INTERESSE

Grazie alla sua storia millenaria, plasmata anche da personaggi illustrissimi, Subiaco vanta diversi luoghi di interesse che valgono sicuramente la pena di essere visitati. A seguire, ne illustreremo i più importanti:

  • Monastero di San Benedetto

Edificato alla fine del XII secolo, il monastero di San Benedetto, o Sacro Speco, sorge sopra la grotta dove il giovane Benedetto visse tre anni da eremita. Qui, sul Monte Taleo, è nato il monachesimo occidentale. Questo affascinante e sacro monastero è posto a 640 metri di altitudine ed offre un panorama mozzafiato di tutta la Valle dell’Aniene. Un segno della grande importanza religiosa di questo luogo la si riscontrò nel 1224 quando fu inaugurata, alla presenza di San Francesco in persona,  la cappella di San Gregorio. Data la sempre maggiore influenza, il monastero fu accresciuto strutturalmente negli anni, tanto da diventare un complesso sviluppato su più livelli. L’interno del monastero è veramente suggestivo. Risalente al IX secolo un affresco di scuola bizantina, rappresentante una Madonna con Bambino e Santi che adorna la grotta della predicazione.
Lo Speco è sovrastato da due Chiese collegate da una scala. La Chiesa Superiore (XIII-XIV sec.) appare composta di una navata rettangolare a due campate e da una zona absidale scavata nella roccia. La prima campata è rivestita da pregevoli affreschi di scuola senese (XIV sec.) raffiguranti episodi della passione e della resurrezione di Cristo. La seconda campata è invece abbellite da decorazioni raffiguranti scene della vita di S. Benedetto (1430). Attraverso delle scale si scende nella Chiesa Inferiore, la quale è decorata con affreschi realizzati alla fine del XIII secolo dal Magister Consulus.
Al livello inferiore della chiesa si accede al Sacro Speco, la grotta dove San Benedetto si ritirò per tre anni in solitudine. Sulla roccia emerge una scultura marmorea, opera di Antonio Raggi (1657), raffigurante il Santo nell’atto di contemplare la croce.
Dopo la grotta, si arriva alla cappella di San Gregorio Magno, ove spicca il più antico ritratto di San Francesco, in cui il santo è ancora raffigurato senza aureola e stimmate, avvolto nel suo saio. Altro punto di interesse è la cappella della Madonna, nella quali sono presenti altri affreschi di scuola senese.
All’esterno, presso quello che era il piccolo cimitero dei monaci, si trova il cosiddetto  ROVETO, luogo dove San Benedetto si gettò fra i rovi per sfuggire alle tentazioni. Qui sorge un roseto;  fu proprio San Francesco, come illustrato in un affresco, ad innestarvi alcune piante di rosa. Da questa terrazza si può ammirare il bellissimo scenario naturale su cui si posa questo monastero. Un connubio imponente di arte, natura e religione.

  • Monastero (Abbazia) di Santa Scolastica

Il monastero di Santa Scolastica (in origine di S. Silvestro) è l’unico dei tredici monasteri fondati da Benedetto da Norcia (480 ca.-547 ca.), nella valle sublacense, ad essere sopravvissuto alle vicissitudini dei secoli ed è per questo considerato il più antico monastero benedettino esistente. E’ situato su un promontorio a 500 metri di altezza, all’interno di paesaggio boschivo, ricco di acqua: questo è il luogo dove la Valle si restringe e dove fu possibile a Nerone far sbarrare il corso del fiume per ricavarvi tre laghetti artificiali (i “Simbruina Stagna”) e far costruire una sontuosa villa. Ritornando al monastero, Santa Scolastica era la sorella, forse gemella, di San Benedetto, la quale lo raggiunse a Subiaco per affiancarlo nella diffusione del monachesimo occidentale. Una volta dedicato al culto di San Silvestro, il monastero è frutto di un’attività costruttiva plurisecolare ed ha un aspetto che vede le numerose strutture accentrarsi attorno a tre chiostri. Grazie a tutte le donazioni e all’importanza che ebbe nel corso degli anni, dal XII e il XIV secolo divenne una potente abbazia feudale. Anche nel corso degli anni della dominazione dei Borgia, l’Abbazia ebbe un fiorente sviluppo e furono realizzate diverse opere di ristrutturazione. A causa delle diverse dominazioni succedutesi, il monastero si presenta come un complesso di edifici di stile diverso, a volte non troppo armonioso, che va dal romanico al neo classico. Gli edifici principali sorgono attorno a tre chiostri: prima si incontra quello tardo rinascimentale (fine sec. XVI), poi quello gotico (sec. XIV e XV) quindi quello romanico-cosmatesco (sec.XII-XIII). Nel complesso si trovano riutilizzati vari reperti della villa di Nerone (in particolare colonne di marmo pregiato) e anche della villa di Traiano (sita agli Altipiani di Arcinazzo). Affianco alla Chiesa Abbaziale, originariamente in stile gotico, si erge un bellissimo campanile (1052-1053) in stile romanico che troneggia alto su tutto il monastico. In generale, tutto il complesso è ricco di opere d’arte e libri preziosissimi . Infatti, uno dei luoghi più importanti è la Biblioteca Nazionale. Gran parte della fama della Biblioteca è legata all’antica tipografia installata nel Monastero, nel 1465, dai monaci tedeschi A.Pannartz e C.Sweynheym, dove fu stampato il primo libro in Italia.

  • Rocca Abbaziale

Posta sull’estremità di uno sperone che sovrasta il paese, la Rocca fu fondata tra il 1075 e il 1077 dall’abate Giovanni V, come baluardo dell’autorità monastica sull’antico borgo. Fu un importante centro amministrativo e giudiziario.
Le diverse figure che la governarono furono protagoniste dei numerosi lavori di restauro ed ampliamento. Nel 1476 il cardinale Rodrigo Borgia, fece erigere la possente torre quadrangolare, la cosiddetta Torre Borgia, che tuttora domina il lato orientale del palazzo. Anche i Colonna, succeduti ai Borgia, promossero molti lavori di restauro.
Papa Pio VI (Giovannangelo Braschi) commissionò, a partire dal 1777, l’esecuzione di altri lavori all’architetto Pietro Camporese. Quest’ultimo trasformò la Rocca da fortezza a splendido palazzo residenziale, conferendo all’edificio l’aspetto attuale.
Al primo piano è situato l’appartamento “Colonna”, ricco di bellissimi affreschi.
Altra sala importante è salone dei “Banchetti”, ove è possibile ammirare degli affreschi raffiguranti scene della vita militare romana. Al piano superiore è presente l’appartamento “Braschi”, decorato dal pittore folignate Liborio Coccetti.

  • Convento di San Francesco

All’ingresso di Subiaco sorge il convento di San Francesco. La fondazione dovrebbe risalire al 1223, quando Francesco, venendo a visitare il Sacro Speco, ebbe in dono dall’abate una piccola cappella denominata “San Pietro in deserto”.
La facciata è molto semplice. All’interno si può notare un’unica navata spoglia; al centro, spicca il trittico di Antoniazzo Romano (1467) raffigurante La Vergine ed il Bambino, con ai lati i Santi Francesco e Antonio da Padova; sull’altare è presente una tavola dall’alto valore artistico, raffigurante La Natività del Signore, che è stata attribuita prima al Pinturicchio e poi al Sodoma. All’esterno il chiostro è decorato con una serie di affreschi affidati al pittore romano Ludovico Grillotti, raffiguranti le Storie di S. Francesco.

  • Resti della villa di Nerone

Lungo la strada che dai Monasteri conduce a Subiaco sono visibili i resti della Villa di Nerone. Nerone, nel 54 d.C., fece costruire in questo luogo boscoso, fresco e ricco di acque la sua villa di caccia. Fece anche formare, con appositi sbarramenti del fiume Aniene, tre piccoli laghi artificiali. Nerone abbandonò la villa poiché giudicò come un cattivo presagio la caduta di un fulmine sulla sua tavola imbandita a festa. Probabilmente anche l’imperatore Adriano ebbe un interesse per questa villa, tanto che la fece restaurare. Ad oggi rimangono solamente alcuni ruderi.

  • Ponte di San Francesco

 Edificato nel 1327 dall’Abate Ademaro, il ponte di San Francesco, che porta all’omonima chiesa, ha una struttura composta da una sola arcata che si sviluppa per circa 37 metri di lunghezza ed è caratterizzato da un’alta torre di controllo quadrangolare. Questo ponte medioevale attraversa il fiume Aniene ed è situato all’interno del borgo di Subiaco. E’ uno dei luoghi più incantevoli del paese, visitato da molti turisti e fotografi in cerca di scatti “mozzafiato”.

COSA MANGIARE A SUBIACO: PIATTI E PRODOTTI TIPICI 

Oltre ad una storia millenaria, ricca di eventi e personaggi rilevanti, Subiaco ha anche un’importante tradizione enogastronomica di cui vantarsi. A seguire, una lista di piatti e prodotti tipici da provare:

– Il pappaciúccu (pietanza mista di pizza di granturco o di pane di frumento con cavoli lessi, il tutto saltato in padella);
– Il Fallò (pane con farina di Mais);
– La polenta con le spuntature di maiale;
– Salame del Re (rotolo di pan di spagna con la cioccolata);
– La tròtta n’ guazzetto (trota);
– I tozzetti;
– I subbjàchini (biscotto tipico di Subiaco);
– I mursellitti (Biscotto tipico di Subiaco);
– I bróccuji ncancaríti;
– Crostata di visciole.

 Subiaco è un luogo dove si respira una storia millenaria: cultura, musei, monasteri, reperti archeologici ancora visibili. Una cultura ed una tradizione influenzata da popoli antecedenti a quello romano. Ma non solo: immersa nel Parco Regionale dei Monti Simbruini, il paese è immerso in una maestosa area verde boschiva ed è attraversato dal fiume Aniene che ne arricchisce la bellezza. Il tutto contornato da un’ottima tradizione culinaria (che non guasta mai!). A Subiaco ci sono tutti gli ingredienti per trascorrere dei giorni sereni all’insegna della natura e della cultura. Da notare anche che, per molti siti e riviste del settore, Subiaco è considerato come uno dei borghi più belli d’Italia.

La redazione di passionita.com vi consiglia vivamente di visitarlo!

Subiaco-Santuario San Benedetto
Veduta di Subiaco
Subiaco-ponte di San Francesco

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonti:
http://www.oraetlabora-subiaco.it/home/archivio/9-storiasubiaco;
https://it.wikipedia.org/wiki/Subiaco;
http://www.subiacoturismo.it/it/storia;
http://www.comune.subiaco.rm.it/c058103/zf/index.php/storia-comune;
http://www.lazioturismo.it/asp/scheda_archeo.asp?id=141;
http://www.lazioturismo.it/asp/scheda_archeo.asp?id=142;