VALLEPIETRA

VALLEPIETRA: UNA VALLE NEL VERDE

Immerso in una valle verde al confine con l’Abruzzo, nella provincia di Roma, ma ai limiti della provincia di Frosinone, si erge un piccolo borgo medioevale ad 825 metri dal livello del mare, Vallepietra.

Il piccolo comune conta circa 300 residenti ed è circondato dalla catena montuosa dei Monti Simbruini, la quale conta montagne alte fino a 2000 metri (TarinoTarinelloAutore e Tagliata ).

Caratterizzato da una rete di piccole vie e piazzette (la principale è Piazza italia, dove si trova il palazzo del Municipio), il Paese è conosciuto soprattutto per il “Santuario della Santissima Trinità” e per le innumerevoli montagne   e torrenti che lo circondano, che regalano paesaggi imperdibili per chi è amante della natura.

Dalla Valle del Simbrivio, dove è situata Vallepietra, sorgono sette torrenti che forniscono acqua a molti comuni limitrofi e non solo, tanto da essere il bacino di sorgenti d’acqua più esteso d’Europa.

Tra i Monti più importanti si segnalano Monte Faito (1442 m.), propaggine settentrionale del Monte Tarino; sul versante meridionale si trova il Monte Autore (Vallepietra), oltre il quale si trova la nota località sciistica appenninica di Monte Livata (1370 m., Subiaco); verso occidente ci sono i campi della Monna dell’orso (1700 m., Vallepietra), il Monte Trinello (1742 m., Vallepietra) ed il colle Tagliata (1670 m., Vallepietra), oltre i quali si estende il “Campo della Pietra” (1400 – 1550 m.), set del celebre film “Lo chiamavano Trinità“.

LA STORIA

Incerta è la nascita di questo paese immerso nella Valle del Simbrivio. Molti sostengono che alcuni fuggitivi da alcune scorribande dei barbari, nel IV sec. d.C., dai paesi circostanti, trovarono rifugio in questa valle e lì vi costruirono un piccolo villaggio. Alcuni studiosi, invece, collocano la nascita di Vallepietra intorno al VI sec. d.C, quando alcuni civili fuggirono dai paesi limitrofi a causa della guerra che imperversava tra Goti e Bizantini. Ultima ipotesi è  quella di un gruppo di schiavi che stava costruendo la Villa di Nerone, a Subiaco, si siano riparati nella Valle del Simbrivio e lì rimasero per costruire un nuovo villaggio.

Nel 1061, il paese fu annesso alla diocesi di Anagni, tramite un atto del Papa Nicolò II. Da quel momento in poi, molte famiglie di Anagni comandarono il paese. La prima fu la famiglia Conti di Anagni, di cui il più alto rappresentante fu il papa Alessandro IV (1245-1257), che nacque a Jenne. La famiglia che dominò più a lungo Vallepietra fu sicuramente quella dei Caetani, i quali costruirono un castello e la Torre Medievale, che ancora oggi domina la piazza.

In antichità si entrava al Paese tramite due porte: quella del Sole e quella Napoletana.

COSA VEDERE A VALLEPIETRA

Vallepietra è un piccolo borgo di stampo prevalentemente medioevale. Piccole vie e piazzette caratterizzano il paese.

In piazza Italia si può notare la Torre Caetani, dietro la quale, un tempo, era situato il Castello dei Caetani, vecchi signori di quel territorio. Purtroppo, a causa di molti problemi strutturali, la residenza fu abbattuta negli anni 50, da cui poi si ricavò l’attuale piazza Italia.

Tra Vallepietra e Trevi, alla confluenza tra il Simbrivio e l’Aniene, presso l’area archeologica di Comunacque sorge una piccola cascata, “Cascate di Trevi”, che regala una vista ed insieme di colori mozzafiato. Inoltre, qui si possono trovare dei resti di un’antica villa romana (III-IV sec. a.C.).

Immancabili sono le passeggiate all’interno del Parco Naturale dei Monti Simbruini, all’interno del quale si possono osservare una flora e fauna molto diversificata. Si va dai fitti boschi di latifoglie e conifere, fino ad arrivare a pascoli erbosi e rocce rude ricoperte da muschi e licheni. Inoltre, data l’altitudine ed clima gelido, le montagne spesso sono ricoperte di neve e nebbia ed offrono alla vista panorami meravigliosi, tipicamente nordici. Il parco offre una sezione sul proprio di sito web dedicata agli itinerari percorribili (http://www.simbruini.it/itinerari.php).

L’attrazione maggiore, tuttavia, è ovviamente il “Santuario della Santissima Trinità”.

Meta religiosa tra le più importanti per migliaia di pellegrini, il Santuario è situato in una posizione incredibile: scavato nella parte rocciosa del Monte Autore, a 1300 metri d’altezza. L’effetto ottico generato è veramente impressionante!

Risalente probabilmente al V secolo d.C., non sono ben chiare le sue origini.

Una leggenda popolare vuole che un contadino, mentre arava il terreno in cima al colle della Tagliata, vide cadere, nel sottostante precipizio, i buoi e l’aratro. Affacciatosi su di una sporgenza della parente rocciosa, in basso, con grande meraviglia, vide i suoi buoi inginocchiati davanti ad un misterioso dipinto della Trinità, apparso all’interno di una piccola grotta.

Una seconda leggenda parla di due ravennati, residenti a Roma, che si ripararono sul Monte Autore per sfuggire alla persecuzione di Nerone. Qui furono visitati dagli apostoli Pietro e Giovanni. Un angelo apparso ai quattro portò loro dal cielo il cibo e fece scaturire dalla terra la sorgente. Il giorno seguente apparve la Santissima Trinità che benedisse il Monte Autore alla pari del Sinai e dei luoghi santi della Palestina.

L’ipotesi più probabile è quella della nascita del Santuario per volere di alcuni monaci orientali o benedettini, o direttamente per mano di San Domenico di Sora.

COSA MANGIARE A VALLEPIETRA: PIATTI E PRODOTTI TIPICI

Prodotto per eccellenza di Vallepietra è il fagiolone, detto “ciavattone”. La sua coltivazione risale, probabilmente, al XVI, ai tempi della dominazione spagnola. Grazie alla presenza di un microclima unico, unito a sorgenti dall’acqua purissima, hanno permesso la coltivazione di questa variante di fagiolo. I campi sono coltivati su terrazzamenti che partono dalla parte più bassa della valle e raggiungono le pendici più rocciose. La coltivazione inizia in aprile e non prevede l’uso di diserbanti o concimi chimici, che potrebbero inquinare le sorgenti.

Il Ciavattone può essere mangiato in bianco, con olio extravergine e cipolle, oppure condito al sugo di salsiccia.

Tramite l’essiccatura, il prodotto può essere disponibile tutto l’anno.

Altro alimento pregiato del luogo è sicuramente la patata. Anche in questo caso, grazie al microclima singolare e all’acqua purissima, si ottiene un prodotto di altissima qualità, senza utilizzo di agenti chimici. La patata di Vallepietra è particolarmente adatta per la produzione di pasta fatta in casa, soprattutto gli gnocchi. Infatti, ogni anno a settembre, il comune di Vallepietra organizza una sagra appositamente dedicata a questo alimento, dove vengono serviti gnocchi, patate in bianco condite con spezie ed olio extravergine e   patate al sugo di salsiccia.

Nonostante sia un piccolo paese, Vallepietra è una meta interessante per diversi motivi: natura, escursioni, cibo tradizionale, religione e soprattutto tranquillità. Per chi volesse staccare completamente la spina dallo stress metropolitano, si tratta davvero di un luogo ideale, immerso nel verde della Valle del Simbrivio.

Vallepietra
Vallepietra
Santuario Santissima Trinità
Santuario Santissima Trinità

Fonti: http://www.comunevallepietra.it/ ; http://www.santuariovallepietra.it/ ; https://it.wikipedia.org/wiki/Vallepietra